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Benvenuti in Sicilia Oggi è Venerdì 25/07/2008 e sono le ore: 16.34.36 OK Notizie
News da ANSA.IT
Gli atleti siciliani ad Atene 2004. - Cinque componenti del setterosa sono atlete siciliane. - <link href="../css/cssquadra2.css" rel="stylesheet" type="text/css"> <br> Giuseppe Gibilisco ha conquistato la medaglia di bronzo nel salto con l'asta. - Lo schermidore Toti Sanzo ha due nonni siciliani.
Gli atleti siciliani ad Atene 2004. Cinque componenti del setterosa d'oro sono atlete siciliane. Giuseppe Gibilisco ha conquistato la medaglia di bronzo nel salto con l'asta.
Lo schermidore Toti Sanzo ha tre nonni siciliani.
I siciliani hanno dato un forte contributo alla squadra italiana. Prime fra tutte le pallanottiste siciliane della nazionale azzurra.
Silvia Bosurgi di Messina che gioca nella squadra dell'Orizzonte Catania(scelta come attacante nella formazione ideale dei giochi di Atene), Alexandra Araujo, pallanottista naturalizzata che gioca nelle fila della Gifa Palermo, Giusi Malato, la meno giovane e la più esperta centroboa di Atene 2004 con all'attivo 261 presenze in nazionale, pure lei dell'Orizzonte Catania, Maddalena Musumeci, sempre dell'Orizzonte Catania(squadra che quest'anno ha vinto il campionato italiano e la coppa dei campioni), Cinzia Ragusa anche lei dell'Orizzone Catania. Queste atlete hanno dato un contributo altissimo alla conquista della medaglia d'oro da parte della nazionale italiana. La loro avventura, coronata di successi, nella squadra azzurra, è iniziata nel 91 per Giusi Malato, nel 95 per Maddalena Musumeci, nel 97 per Cinzia Ragusa. Silvia Bosurgi era nella nazionale che conquistò gli europei nel 99. Dopo questa avventura Maddalena Musumeci ha deciso di chiudere la sua carriera a questi livelli. Andrà per tre settimane a Kurungu in Kenia per fare del volontariato e poi si dedicherà a completare il corso di laurea in scienza del servizio sociale. Continuerà a giocare a pallanuoto, ma nella Rasula Alta che milita in A2.
In atletica leggera Giuseppe Gibilisco, pur tra le polemiche che lo hanno visto toccato da un caso di doping senza esserne coinvolto, è riuscito a conquistare un bronzo con una misura, 5,85, molto vicina al suo record. Simona La Mantia, la giovane triplista palermitana, non si è qualificata per la finale. Ha ottenuto nelle qualificazioni una misura molto vicina al suo record personale, che è risultata la 17ma misura. Altra medaglia, questa volta d'argento l'ha conquistata Valerio Vermiglio con la squadra azzura di pallavolo, battuta in finale dal Brasile. Ottimo risultato è stato conseguito da Francesco Bruni che in coppia con Guido Antoar Vigna s'è classificato al 7° posto nella classe star. 26° Riccardo Giordano nella classe mistral. Luca Marin è incappato in una giornata negativa. I suoi occhialini gli sono sfuggiti durante lo svolgimento della gara dei 400 misti ed ha ottenuto il decimo crono. 2° dei non ammessi alla finale.
I siciliani e le siciliane nelle competizioni di lotta non hanno superato il primo turno, qualcuno di loro non ha superato nemmeno un combattimento.
Ma se i siciliani nati in Sicilia(anche se Vermiglio non è residente in Sicilia e gioca nella Sisley di Treviso) si sono fermati a questi non disprezzabili risultati, chissà quanti figli o nipoti di siciliani sono finiti sul podio o in finale. Siciliani nel mondo ce ne sono forse quanti ce ne sono in Sicilia. Difficile, però, risalire a queste origini. Comunque è certo che due azzurri medagliati della scherma hanno i nonni siciliani. Il primo è Salvatore Sanzo, argento nel fioretto individuale e oro nel fioretto a squadra. Suo nonno nacque a Palermo nel 1883 e nel 1904 era già direttore didattico, ma poi vinse un concorso al ministero degli Esteri e per motivi di servizio girò tutto il mondo; poi si stabilizzò a Roma come funzionario della Banca d'Italia. La madre di Salvatore Sanzo, Luciana Sidoti, è nata a Roma, ma è figlia di siciliani. Andrea Cassarà porta un nome diffuso soprattutto in Sicilia e infatti suo nonno paterno era un prefetto siciliano. Questi figli di Sicilia li abbiamo per fortuna individuati, ma chissà in quanti altri, specie fra quegli atleti che hanno un'altra nazionalità, si è perso il sentimento della discendenza siciliana. E giustamente visto che da questa terra di Sicilia le loro famiglie dovettero quasi sempre allontanarsi per cercare lavoro o buona fortuna.
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