Pagina a cura di Siciliaquadra

 

 

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I canti erotici e amorosi
Furnarisca (1 cmps) 2kb
Segnalata ad Alberto Favara da Giovanni Ogliastro del Vicolo Zingaro di Palermo. Il canto esprime la forma meno nobile seppur vitale del sentimento amoroso, cioè il desiderio sessuale. Nel quadro delle ricerche popolari italiane e quindi siciliane questo canto erotico e altri canti erotici siciliani del Corpus di musiche popolari siciliane di Alberto Favara sono una novità assoluta. Ciò perchè i ricercatori di fine Ottocento con in testa Giuseppe Pitrè ebbero una sorta di repulsione a riportare racconti, canti, proverbi, aneddoti ecc. ecc. sconci o erotici del popolo o dei contadini pur se queste forme erano fiorenti ed anche se le donne li trovavano di loro gusto e ricambiavano se era il caso con altre sguaiate indecenze(Guastella, Le parità e le storie morali dei nostri villani-pagg.86 e ss.). Tracce di questo lato erotico del mondo tradizionale popolare ci vengono da Serafino Amabile Guastella(per l'opera testè citata), da Alberto Favara per i canti e da Raffaele Corso per i costumi sessuali.  Raffaele Corso potè pubblicare tali costumanze solo in Germania. 
La melodia del canto è stata variata nelle ultime note dei primi quattro versi per renderla meno monotona. Così ha acquistato o forse ha rivelato una vaga aria spagnoleggiante. Di ciò non ci si deve meravigliare tenuto conto che gli spagnoli furono al governo della Sicilia per parecchi secoli. I versi accanto:

Siti chiù bianca assai e di la ricotta

E 'ntra lu mezzu muddicusa tutta.

Siti comu 'na ficu burgisotta;

Veni lu ventu e v'annacati tutta.

Ma viri ch'è 'mportuna a sta picciotta:

Ci dicu 'un ammuttari er idda ammutta!

Veni lu tempu ca sintiti la botta

Ca ieu scoppu 'ncapu e idda sutta.

Furnarisca (62 cmps) 2kb

Ho trovato su youtube un bravo interprete di questa breve canzone. Complimenti! Si tratta di un appassionato cantante di composizioni dialettali. Ha un canale su Youtube dove sono caricati, fra l'altro, alcuni video in cui canta accompagnandosi con la chitarra. Il suo pseudonimo è psalvustube . Sempre "psalvustube" ha inserito su Youtube un altro video con immagini che ha come sottofondo musicale la melodia struggente di questa "furnarisca" siciliana.

 

Segnalata ad Alberto Favara da Benedetto Fecarotta che l'aveva ascoltato da alcuni carrettieri nel Corso Tukory. E' il lamento di una donna, il cui innamorato è lontano. La possessività di questo amore per l'uomo lontano si esprime con la stizza frammista a gelosia per la donna che rifà il letto all'innamorato lontano.

Segnalazione personale di costume:Ancora una gran parte dei maschi palermitani e/o siciliani non si sistema il letto perchè lo ritiene un lavoro prettamente da donna. Come sonol ontani quei tempi in cui il marito andava a lavorare e la moglie restava a casa a far tutti i servizi domestici e a badare ai figli. Chi non vorrebbe ritornare a quei tempi?

Amuri, amuri quantu si' luntanu!

Cu ti lu conza lu lettu la sira?

Cu ti lu conza, ti lu conza malu;

E malateddu ti levi la matina.

O Diu, ti lu cinzassiru sti manu!

Quannuma' nenti, na vota la sira;

O la matina, quannu ni livamu,

E lu gigghiu cu la rosa si spampina.

A La Carrittera (225 cmps) 2kb

Segnalato da Giuseppe Romano. Canto di gorgia trapanese, originario di Castelvetrano, che vagava per tutto il Val di Mazara.Il Favara non mancò di segnalare come il carrettiere siciliano fosse cantore di professione e conoscesse i modi di canto di tutti i paesi che visitava per il suo commercio. Dice il Favara: "Nel lento viaggio notturno il cattettiere passa il tempo cantando ... quando poi si trovano insieme molti carri, a sfilare lenti nella via, allora nasce subito, nel chiaro di luna, la gara del canto, nella quale il diritto di cantare passa a turno dall'uno all'altro con una formula sacramentale: -Ora li me' canzuni li cantai,/Vanni Bajata cantassi li soi. -  E Vanni Bajata entra a cantare in un nuovo modo". Da sottolineare che il verso "Ora, figghiuzza, 'un amarinni tanti" si riferisce al fatto che le ragazze prima di sposarsi avevano contatti con più di un giovanotto, ma solo(questo era il costume usuale)dal balcone o meglio dalla finestra di casa. Le ragazze erano di solito controllate quando uscivano per andare a messa o quando uscivano di casa. Poi le ragazze sceglievano, molto spesso d'accordo con i genitori, il giovanotto che andava bene per loro. A destra i versi:

E' nivuru carinusu e a focu ardenti,
Sciatu di l'arma mia a focu abbastanti.
Tu sula mi trasisti e 'ntra la menti.
Lassariti 'un ti po' e nissun amanti.

Cu ti l'ha fattu st'occhi e risplennenti?
L'ha fattu lu me' Diu e cu li so' santi.
Ora, figghiuzza, 'un amarinni tanti,
E bedda ti amu iu e sugnu bastanti.

Amuri di carritteri mp3

Ho trovato interessante un altro canto di carrettieri, "Tira mureddu miu / tira e camina", che non rientra tra i canti popolari riscoperti dal Favara. Cioè Amuri di carritteri, canzone che si può ascoltare nel file mp3 con cui s'apre una pagina di gelacittadimare.it . In questa canzone un carrettiere che dice di essere di Piazza Armerina canta dell'amore per una ragazza di Mazzarino (paese limitrofo a quello di Piazza Armerina) con la quale ha un amore "fenestraiolo", cioè il tipo di amore consentito a quei tempi prima della "promessa", una sorta di fidanzamento ufficiale che precedeva di poco il matrimonio.E' ovvio che di questo tipo di amore si poteva parlare. Se poi le ragazze incontravano di nascosto i loro innamorati, erano cavoli loro.Se scorte da qualcuno insieme all'innamorato di esse si cominciava a chiaccherare ed i genitori ne erano subito informati dalla cerchia di amici.
La canzone è rivolta a un pubblico fruitore e nel contempo esalta le virtù di resistenza del cavallo morello(con cui si potrebbe salire pure sulla luna)dello stesso carrettiere. Il cavallo viene esortato a tirare il carretto e inerpicarsi per la strada che porta alla casa da dove(finestra o balcone)la "bella" sta affacciata.Ma la casa della "bella" sta a Mazzarino(500 m.sul mare)?. Il fatto che Mazzarino si trovi a una altezza così modesta fa presumere che il testo originale sia quello di una variante proveniente o che si riferisce a Troina, una cittadina siciliana posta a oltre 1100 metri sul mare. Cittadina siciliana famosa per l''acchianata' di circa 8 km. che sicuramente faceva penare i carrettieri e i loro cavalli. I versi della canzone sono grosso modo quelli riportati da gelacittadimare.it

Tira mureddu miu, tira e camina,
2)cu st`aria frisca e duci di la chiana,
3)cu scrusciu di la rota e la catina,
4)vi cantu sta canzuna paisana.

5)Amuri, amuri miu, pi ttia cantu,
6)lu cori nun mi duna avventu.
7)Acchiana, cavaddu miu,
8)avemu tanta strata ancora di fari.

9)Tu si di Chiazza e iu di Mazzarinu,
10)l`amuri `nni facemu di luntanu,
11)e quannu sugnu, amuri, a tia vicinu,
12)ti cantu e sono ccu lu marranzanu.

13)Cavaddu curaggiusu e vulinteri,
14)puru supra a luna pozzu acchianari.
15)acchia' ca `dda cc`è
16)la me bedda affacciata.

17)Chistu è lu cantu di lu carritteri,
18)ca nuddu, nuddu si lu po` scurdari.

19)Cantu canzuni di milli maneri,
20)canzuni ca vi fannu `nnammurari.
21)Acchiana, cavaddu,
22)ca semu arrivati.

Tira morello mio, tira e cammina,
con quest`aria fresca e dolce della piana(pianoro),
al rumore della ruota e della catena,
vi canto questa canzone paesana.

Amore, amore mio, per te canto,
il cuore non mi consente attesa.
Sali su, cavallo mio,
abbiamo tanta strada ancora da fare.

Tu sei di Piazza e io di Mazzarino,
l`amore noi facciamo di lontano,
e quando sono, amore, a te vicino,
ti canto e col marranzanu suono.

Cavallo e caparbio e coraggioso,
pure sopra la luna salire posso.
Vai su' che più in là c`è
affacciata la mia bella.

Questo è il canto del carrettiere,
che nessuno, mai se lo puo` scordare.

Canto canzoni di mille maniere,
canzoni che vi fanno innamorare.
Sali su', cavallo,
siamo quasi arrivati.

Lu me cappottu (195 cmps) 3kb

Segnalato ad Alberto Favara da Francesco Paolo Mulè di Termini Imerese. E' il canto di un innamorato alla donna che brama. L'innamorato escogita il modo di far indossare il suo cappotto alla donna che brama. E in mancanza di meglio, in attesa che la bella si decida(e in Sicilia, almeno fino a qualche tempo fà, a decidere prima della ragazza c'erano soprattutto i genitori), si inebria indossando il suo cappotto.Accanto i versi:

Lu me cappottu addivintau 'na cosa
Ca 'ntra lu stessu celu, ca 'ntra lu stesso celu, unni passia.
Ca si lu misi dda scocca di rosa
Chi porta lu bontempu, chi porta lu bontempu unni talia.
Di li so' carni ci lassau l'uduri, e di lu sangu lu beddu caluri.
E a mia mi pari, quannu mi lu mettu, di strinciri lu so',
di strinciri lu so', di strinciri lu so' 'ntra lu me' pettu.
E mi lu mettu sempri, ca mi pari di li so' labbra mi sentu vasari.
E mi lu tegnu notti e ghiornu misu, chiù duci essiri 'un pò'
chiù duci essiri 'un po', chiù duci essiri 'un po', lu Paraddisu!

Ciuri ciuri - 35kb

Famosissima canzone siciliana che si canta in tutto il mondo.

E vui durmiti ancora

Serenata mattutina alla morosa che dorme ancora. La canzone ha per autore un musicista catanese: Gaetano Emanuele Calì (Catania, 1885 + Siracusa, 1936). Le parole sono di un altro catanese: Giovanni Formisano. I versi della canzone, cantata di recente da Bocelli, sono quì sotto:

Lu suli è già spuntatu di lu mari
E vui bidduzza mia durmiti ancora
L'aceddi sunnu stanchi di cantari
Affriddateddi aspettanu ccà fora
Supra ssu barcuneddu su pusati
E aspettanu quann'è ca v'affacciati

Lassati stari nun durmiti cchiui
Ca 'nzemi a iddi dintra sta vanedda
Ci sugnu puru iu c'aspettu a vui
Ppi viriri ssa facci accussì bedda
Passu cca fora tutti li nuttati
E aspettu sulu quannu v'affacciati
Li ciuri senza i vui nun vonnu stari
Su tutti ccu li testi a pinnuluni
Ognunu d'iddi nun voli sbucciari
Se prima nun si rapi ssu barconi
Intra li buttuneddi su ammucchiati
E aspettanu quann'è ca v'affacciati

Lassati stari nun durmiti cchiui
Ca 'nzemi a iddi dintra sta vanedda
Ci sugnu puru iu c'aspettu a vui
Ppi viriri ssa facci accussì bedda
Passu cca fora tutti li nuttati
E aspettu sulu quannu v'affacciati