Pagina a cura di Siciliaquadra

Disegni Animati(1)

Questa tecnica è sicuramente la madre di tutto l’universo che stiamo, sebbene molto superficialmente, esplorando; molta strada è stata fatta dal prassiniscopio di Emile Reynaud o dal bellissimo Gertie the Dinosaur dello stupefacente Winsor McCay; dal disegno frame by frame (prima a 12 fotogrammi al minuto e poi a 24) in cui ogni movimento del soggetto richiedeva la ripetizione completa di tutto il disegno, compresi i fondali, si è passati all’uso della cel di acetato (reinventata più volte nelle diverse regioni del mondo: un fenomeno di coevoluzione artistica dovuto alla scarsa comunicazione in questo particolare campo espressivo): tale cel trasparente permette infatti di sovrapporre al piano dei fondali, che rimane così fisso per diversi fotogrammi, i soggetti in movimento, riducendo enormemente i tempi di lavoro per unità di tempo effettivo di animazione e permettendo una maggiore resa artistica.

I principi tecnici basilari del disegno animato sono dunque i seguenti:

Per prima cosa, la storia a cui si intende dare vita viene rappresentata in modo molto dettagliato mediante il cosiddetto storyboard, costituito da una serie di disegni e schizzi delle varie scene da realizzare. Stabiliti tutti questi particolari, il lavoro passa nelle mani degli animatori (dai responsabili della creazione fisica e spirituale del personaggio, agli intercalatori dei singoli fotogrammi, fino agli artisti del clean-up, operazione di fondamentale importanza per rendere omogenei ed uniformi i tratti di un personaggio creato da mani diverse), ai pittori responsabili dei fondali, ai tecnici degli effetti speciali (quali fumo, pioggia, lampi, ombre, ecc.). I disegni vengono prima eseguiti su carta, quindi montati in rough-reels; ciò consente un primo esame della animazione. Una volta approvato il tutto, i singoli fotogrammi vengono ricopiati su cels (una volta a mano, ora con l’ausilio sempre più preponderante del computer), colorati, ordinati in sequenza e fotografati uno dopo l’altro: ne occorrono 24 per ottenere un secondo di animazione. La credibilità di ciò che si vedrà sullo schermo è dovuta all’impiego della speciale tecnica con la quale le cels vengono fotografate: si utilizza infatti la multiplane camera (ideata da Ub Iwerks, coinventore di Mickey Mouse e creatore di Flip the Frog), uno strumento nel quale lo sfondo (che a sua volta può essere composto da diversi piani) e i soggetti animati sono disposti in modo da ottenere un verosimile effetto di profondità e di tridimensionalità. Al film, ormai completo, vengono aggiunti gli effetti sonori (voci in, off e over, rumori, ecc.) e la traccia musicale; per la perfetta comprensione di come anche queste componenti siano essenziali per la perfetta riuscita dell’animazione (e, più in generale, di qualunque film), si può condurre un piccolo esperimento: è sufficiente guardare la sequenza prima con la traccia sonora e subito dopo eliminandola completamente: la differenza non può passare inosservata!

Una volta eseguito il montaggio e aggiunti i credits iniziali e finali, il prodotto è finito e pronto per essere visto dal pubblico.