CD Classica n. 122, apr 1999,
Giovanni Tasso: "A quanto mi risulta, accanto
ad alcuni dischi singoli, esiste finora un'unica edizione
integrale (delle sonate di Beethoven su strumento d'epoca,
n.d.r.), da poco pubblicata dall'etichetta svizzera Claves
e realizzata da un manipolo di giovani virtuosi capeggiati
da Malcolm Bilson. Ora la GLOBE ci presenta il quarto volume
della propria integrale contenente quattro importanti lavori
della prima maturità del genio di Bonn. Avvicinandosi a questo
disco è essenziale spogliarsi da prevenzioni e da ricordi
del passato. Tutti noi conosciamo fin troppo bene le letture
dei vari Kempff, Giles, Rubinstein, Ashkenazy e compagnia
bella. Con il giovane Paul Komen, invece, dobbiamo abbandonare
i sentieri conosciuti ed amati e cercare un nuovo modo per
accostarci a queste opere immortali ricoprendone, talvolta,
suggestioni e significati quasi inediti. Il merito,
come sempre accade in registrazioni simili, va diviso equamente
in due tra strumento e interprete. Il primo è un fortepiano
di scuola viennese costruito da Salvatore Lagrassa intorno
al 1815, dalla timbrica suadente e delicata e con una meccanica
pochissimo invadente: in poche parole, lo strumento ideale.
Non meno apprezzabile l'apporto del solista, che riesce spesso
a regalarci un grande coinvolgimento emotivo, rivelandosi
un artista di notevole statura. Ascoltatelo, per esempio,
nell'Adagio che introduce il primo movimento della Sonata
op. 81a (la celebre Les Adieux) e, soprattutto, nel successivo
Andante espressivo, nel quale tratteggia con colori tenui
e soffusi il lirico e sottilmente malinconico descrittivismo
beethoveniano, riuscendo inoltre a mantenere una straordinaria
tensione, grazie ad una scelta di tempi sempre molto intelligente.
A giudicare da questo disco, sembra proprio che Komen sia
il classico uomo giusto al momento giusto. Una vera rivelazione,
assolutamente imperdibile per ogni beethoveniano che si rispetti".