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da Il tempo 14 sett.2003

Smog interrato contro l’effetto serra
L’Italia: il rimedio eviterà il pagamento di una tassa sulle emissioni di anidride carbonica

di LUCA LANCISE

ROMA — Si chiama «sequestrazione geologica», consiste nell’imprigionare sottoterra le emissioni inquinanti di anidride carbonica - quelle responsabili del surriscaldamento del clima, per intenderci - ed è l’argomento col quale la delegazione ministeriale italiana in partenza oggi per la California cercherà di convincere gli Usa ad accettare alcuni punti del protocollo di Kyoto sull’inquinamento mondiale. Non solo. Il ministero dell’Ambiente si sta muovendo a grandi passi verso l’istituzione - a livello comunitario - di una tassa che «punisca» le emissioni di CO2 nell’aria: circa 15/20 euro a tonnellata, sulle orme di quanto la Norvegia per prima ha fatto alcuni anni fa, trovando proprio nel «sequestramento geologico» l’alternativa - ben accolta dagli industriali - per ridurre le emissioni tassate. Tant’è che Fiat, Ansaldo, Enel, Eni e altre grandi industrie, hanno partecipato mercoledì a una riunione sulla questione al ministero dell’Industria e partiranno oggi per la California.
Una scommessa importante, giocata in prima persona dall’Italia.
Primo, per la tendenza tutta statunitense a stringere accordi bilaterali piuttosto che multilaterali (come quelli di Kyoto): tocca quindi all’Italia, per ora, dialogare con gli esperti Usa e presentare i risultati di una ricerca dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia sull’interazione tra l’anidride e i serbatoi sotterranei che dovrebbero contenerla.
Secondo, perché è stata l’Italia ad organizzare, in qualità di presidente di turno dell’Ue, il workshop europeo sui «Cambiamenti climatici in Europa» ospitato giovedì e venerdì scorsi nella Fortezza da Basso (Firenze). Da qui arrivano le principali novità che la delegazione guidata da Corrado Clini, direttore generale del ministero dell’Ambiente, porterà nel confronto con gli esperti del Dipartimento dell’Energia Usa. Dalla convinzione che i mutamenti climatici in corso sono dovuti a immissioni artificiali di gas prodotti dall’uomo, all’allarme sul 2003 quale annus horribilis sul fronte dei decessi per questioni climatiche, agli esperimenti sulla «sequestrazione». Agganciati alla vera questione in ballo: passare dai combustibili che producono CO2 - il petrolio su tutti - all’idrogeno, in grado di fornire energia pulita.
« L’idrogeno non produce CO2 ma non esiste in natura, occorre produrlo e questo provoca emissioni di anidride - spiega Fedora Quattrocchi, responsabile del Laboratorio di Geochimica dei fludi dell’INGV - L’idea è concentrare questa produzione in poche e grandi piattaforme, da cui l’anidride, invece di finire nell’aria, viene imprigionata sottoterra». Le maggiori difficoltà arrivano proprio dalle procedura di «cattura». Ma gli italiani sono ottimisti: a Wayburn, in Canada, è in atto un progetto internazionale - coordinato per l’Italia dalla stessa Fedora Quattrocchi - che consiste nel gettare le emissioni inquintanti proprio nei pozzi di petrolio. Insomma, rispedirle al mittente. «Gli americani hanno visto che l’immissione degli scarti nei pozzi aumenta spontaneamente la salita del petrolio, funziona come una sorta di pompaggio». Insomma, hanno visto che conviene, e si mostrano interessati. Di mezzo, del resto, ci sono i soldi: la tassa europea sulla CO2 e una unica politica comunitaria sul clima, sono le principali argomentazioni che l’Italia porterà alla conferenza mondiale sul clima in programma a Mosca a fine mese. Politici e industriali, adesso, dovono giocare le loro carte.

domenica 14 settembre 2003