Palermo, 15 agosto 2003
Da 150 anni
a questa parte, estati torride come questa che stiamo vivendo ce ne
sono
state
non
più di
4.Sono i metereologhi a dirlo. Ma la metereologia o climatologia, scienza
molto giovane, ancora non ha stabilito leggi climatiche.
Si osservano i fenomenici da un punto di vista statistico e si stabiliscono
delle analogie.
Ma ancora non si è pervenuti alle connessioni profonde, alla
causa effetto, per cui studiosi di meteorologia manipolano e controbbattono
le tesi di altri studiosi del clima.
Nel 1997 a Kioto le nazioni fissarono un protocollo per
far diminuire i gas nell'atmosfera, in specie l'anidride carbonica,
ma anche gas fluorurati, ritenuti responsabili dell'effetto
serra e della distruzione dell'ozono nell'atmosfera(l'ozono
veniva distrutto dai gas fluorurati di vecchia generazione che verranno
messi al bando nel 2004) e di conseguenza dell'aumento della temperatura
media nella terra. In
un
secondo
tempo
questo protocollo
doveva essere
sottoscritto
da
tutte le nazioni. Ma questo non è avvenuto.
Gli Stati Uniti, il primo paese industriale del mondo, sicuramente
responsabilie
di
emissione massiccie di anidride carbonica nell'atmosfera, non vi ha
aderito. Questo comportamento deriva dalle differenti interpretazioni
che danno gli studiosi ai fenomeni climatici che ultimamente stanno
sconvolgendo parte del pianeta. Negli Stati Uniti prevalgono gli studiosi
che affermano che tali sconvolgimenti non dipendono dall'operato dell'uomo,
dalle sue industrie, dalle sue macchine e attività. Per questi
studiosi questi avvenimenti sono naturali e l'uomo ne è irresponsabile.
Forte di queste considerazioni il presidente degli States ha addirittura
proposto una deforestazione di 8 milioni di ettari, concentrata nell'abbattimento
di giovani alberi, ritenuti facilmente infiammabili tanto da mettere
a repentaglio milioni di ettari di vegetazione. Quindi "Bush against
underbush". Se questa proposta fosse approvata al Senato USA
in autunno(già
alla camera è passata nel maggio scorso) la maggiore potenza
economica del mondo agirebbe assolutamente avulsa da quelli che sono
gli orientamenti
di altri paesi occidentali e non, nel tentativo di arginare i danni
di cambiamento del clima(previsto aumento della temperatura media della
terra per il 2050 di oltre due gradi di temperatura). Il presidente
degli States sta affrontando il problema degli incendi intervenendo
non sulla causa profonda che favorisce una loro facile espansione,
cioè l'effetto serra che permette appunto una super crescita
di alberi del sottobosco,
ma sulla causa apparente, cioè appunto i giovani alberi del
sottobosco che non produranno mai un legno apprezzabile.
Stentiamo a credere alla non responsabilità dell'uomo. Se si
produce sempre più anidride carbonica, come succede da circa
tre secoli a questa parte con lo sfruttamento del carbon fossile prima
e del petrolio dopo, e nello stesso tempo si procede a una deforestazione
del territorio, come è effettivamente avvenuto, per fare
posto a campi di semina e a costruzioni, per sfruttare il legname,
non può che
aumentare l'anidride carbonica nell'atmosfera. Se mancano gli alberi
e le piante
che la
trasformano, l'anidride carbonica resta e rimane parte sempre più consistente
dell'atmosfera.
L'operato dell'uomo non causa direttamente gli sconvolgimenti climatici,
ma certamente vi concorre. Purtroppo non si conoscono bene gli effetti
del sole(quest'anno l'ellissi della terra è stata più vicina
al sole, come non succedeva da millenni e per converso è più vicina
al pianeta marte)sulla terra e ancora non è chiara
la dinamica del movimento delle acque degli oceani e delle loro profondità.
Se fino ad ora i deserti esistenti non sono da attribuire
all'opera dell'uomo, è possibile che la nostra civiltà occidentale
ne faccia sorgere di altri o aumentare la superficie di quelli esistenti,
come succede che milioni di specie vegetali stanno scomparendo dalla
terra e così anche decine di migliaia di specie animali. Senonchè l'uomo
deve fare di tutto per fermare l'avanzata dei deserti. E nei paesi
ricchi e nei paesi poveri come quelli dell'Africa. Non deve restare
un vuoto discorso il protocollo di Kioto. L'UE, è notizia
dell'altro
ieri,
sta mettendo a punto la normativa che diminuisce del 25%, da qui
al 2010, l'uso e quindi l'immissione nell'atmosfera dei gas di refrigerazione,
che contribuiscono all'effetto serra e distruggono l'ozono dell'atmosfera.
Si spera che gli USA non restino insensibili a tanti proclami che hanno
fatto scienziati di tutto il mondo. Non ultima è l'iniziativa
lanciata da Greenpeace Italia
affinchè gli scrittori che pubblicano libri decidano
di usare carta riciclata per stampare i loro libri.
14 settembre 2003. Dopo i danni e i
morti causati dalla calura di questa estate una delegazione ministeriale
italiana, in partenza
per la California, cercherà di convincere gli Usa ad accettare
alcuni punti del protocollo di Kyoto sull’inquinamento mondiale. |