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weltanschauung by gatto nero siciliano Felix(diritti riservati)



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Abbasso i baroni e i draghi della sanità 
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Abbasso i baroni e i draghi dell'informazione
Abbasso i baroni e i draghi degli alimenti
per animali(primati compresi)
ABBASSO la Signora  Ingorda

Aracnoide Eredi-palatina

 

Felix ancora non oscura con la coda lo schermo.
I gatti che amano stendersi sui televisori mettono a rischio la visibilità dei programmi televisivi, specie i gatti col pelo folto. Basta che abbassino giù la coda e addio partita, addio fiction. Forse la coda dei gatti vorrebbe far riflettere i telespettatori sulla bontà dei programmi trasmessi.


Pagina a cura di

siciliaquadra.net

Il gatto domestico e la religione? C'è qualche attinenza? Il gatto, domestico o meno, di per sè non ha niente a che vedere con le religioni. Ma vi è stato inquadrato a gran forza dall'uomo, dal suo amico animale umano. In talune civiltà qualche divinità ha preso le sue fattezze. Nell'antico Egitto la dea propria della città di Bast o Bubasti, e cioè Bastet , aveva la testa di gatto. Bastet era dea della gioia, ma anche dell'operosità. Quando la capitale dell'impero fu portata dai faraoni a Bubasti, quasi tutte le famiglie egiaziane avevano un gatto e lo tenevano come un nume tutelare della casa. Una volta morto, il gatto, inbalsamato o meno, veniva sepolto ritualmente in appositi recinti dedicati alla dea. In Europa nell'alto medioevo il gatto, vicino alla casa, vicino al focolare, vicino alla donna, seguì il destino delle streghe. Il comportamento diffidente del gatto, la cura nel nascondere i bisogni, la capacità di cadere da luoghi alti senza farsi nulla o quasi, la capacità di rimarginare le ferite in tempi molto brevi, il ricorso istintivo del gatto a mangiare delle erbe quando sente che qualcosa non funziona nel suo tubo digerente furono buoni motivi che indussero molte donne che facevano le fattucchiere o medicavano con le erbe a prendere con loro dei gatti. Il gatto rappresentava la quintessenza delle loro presunte capacità magiche. Cadute in disgrazia le fattucchiere caddero in disgrazia pure i gatti.
La sua capacità di ghermire i topi, le serpi e qualche colomba con qualche problema di suo(il gatto è cacciatore d'istinto, ma non ha le ali: se ghermisce un animale dotato di ali è probabile che quest'ultimo sia debole per qualche malattia) è stata stravista e paragonata alla capacità del diavolo di ghermire le anime(omologate alle colombe).
L'accostamento tra gatto e diavolo può avere avuto origine presso gli ebrei quando risiedevano in Egitto. In Egitto, come abbiamo visto, c'era una divinità teriomorfica con testa di gatto domestico; per contro nelle Scritture Israele, il popolo di Israele, viene paragonato a una colomba. Una storiella popolare ebraica spiega perchè Israele viene paragonato a una colomba. Questo ne è il testo:
" Quando Dio creò la colomba, questa tornò dal suo Creatore e si lamentò: o Signore dell'universo, c'è un gatto che mi corre sempre dietro e vuole ammazzarmi ed io devo correre tutto il giorno con le mie zampe così corte. Allora Dio ebbe pietà della povera colomba e le diede due ali. Ma poco dopo la colomba tornò un'altra volta dal suo Creatore e pianse: o Signore dell'universo, il gatto continua a corrermi dietro e mi è così difficile correre con le ali addosso. Esse sono pesanti e non ce la faccio più con le mie zampe così piccole e deboli. Ma Dio le sorrise dicendo: "Non ti ho dato le ali perchè tu te le porti addosso ma perchè le ali portino te".Nella Bibbia nel 7° cap. del libro di Osea, la tribù di Efraim viene definita una colomba stupida dal Dio degli ebrei disgustato dai comportamenti degli ebrei di quella tribù. Ma questo partire da lontano non spiega a pieno la connessione tra il gatto e il diavolo. Nelle civiltà antiche di Grecia e Roma il gatto domestico non fu molto diffuso. Lo comprovano gli scavi archeologici. Il gatto domestico, importato dai paesi del nord dell'Africa o del vicino oriente, si diffuse in Europa nel medioevo intorno all'anno mille con il riavvio dei commerci navali, contemporaneamente o quasi all'invasione del topo nero. Ma la sua figura fu confusa nell'immaginario collettivo con quella del gatto selvatico che imperava da millenni nelle foreste e nei boschi e che gli somiglia moltissimo. Notizia sicura sul gatto selvatico europeo è che non si è fatto addomesticare, mentre i greci e i romani erano riusciti ad usare contro i topi delle donnole addomesticate. Il gatto selvatico, che può essere definito un cugino del gatto domestico(semidomestico o ammansito per taluni), nelle tradizioni indoeuropee ha l'immagine del feroce e ostile predatore delle foreste, che insidia e divora la selvaggina(ed in effetti è abile a nascondersi sui rami di un albero e balzare su un volatile ignaro della sua presenza); è il gatto che urla alla luna nella notte, assimilato ai vampiri, agli spiriti, ai dèmoni, alle streghe, comunque ha il torto che l'animale umano non sia riuscito ad ammansirlo e addomesticarlo. Il gatto domestico ancora non si differenziava nell'immaginario collettivo dalla figura del gatto selvatico, ma da persone di fervida fantasia, veniva catapultato negli altari degli eretici come rappresentante del diavolo, o veniva sacrificato nei riti satanici soprattutto quando portava il pelo nero. Indubbiamente sostituiva qualche altro animale nero che nel passato era stato sacrificato agli dei pagani. Solo che ora il gatto nero era a più facile portata di qualumque altro animale e spesso vagabondo senza padrone.
Nei versi di gatto Felix il concetto di branco è stato rivalutato. Ma già a ciò aveva pensato Baden Powell con gli scout. In effetti, nel loro ambiente naturale il branco degli animali non umani è retto da ordine e gerarchia più che nei branchi fra animali umani. Il termine branco usato per soggetti umani è un termine abusato: dando del branco a un gruppo di soggetti umani sembra che se ne evidenzi una regressione a livello animale, ma in effetti l'animale umano non può che regredire a livello infantile. Però(e quì sta la pericolità sociale del branco di animali umani),con una capacità di fare violenza da adulti, con una intelligenza molto più sviluppata che, non più controllata dai freni inibitori, tende alla soddisfazione più egoistica(cioè senza alcun rispetto altrui)di tutti i capricci, di tutte le voglie. Un branco animale nell'attaccare una preda è senz'altro spietato, ma questo è istinto di sopravvivenza. E comunque tra individui dello stesso branco le lotte, sia per l'accoppiamento, sia per determinare una qualumque gerarchia, non sono lotte mortali. Nel linguaggio dell'animale umano della civiltà occidentale c'è una forte chiusura nei confronti dell'animale non umano, ovvero dell'altro. A nessuno sfugge che fin dai greci antichi tutti i vizi umani, tutti i comportamenti criticabili degli animali umani sono stati proiettati sugli animali non umani, servendosi di una osservazione assolutamente superficiale dei modi comportamentali di quest'ultimi.

L'ars aritmomantica di gatto Felix : Felix da cinquine per il lotto, sestine per il superenalotto, una colonna di pronostici per il totocalcio e il gioco della tombola.

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Micimiao amici dei gatti e di tutti i gattofili.
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